FERANT ALPES LAETITIAM CORDIBUS
   

 

Ferant Alpes Laetitiam Cordibus, ovvero Arrechino le Alpi gioia ai cuori.
Il rifugio F.A.L.C., inaugurato il 18 settembre 1949, è situato nelle Alpi Orobie ai piedi del Pizzo dei Tre Signori, in territorio lecchese (comune di Introbio).

E' di proprietà della F.A.L.C., Ferant Alpes Laetitiam Cordibus, una delle più vecchie società alpinistiche milanesi, sin dal 1920 impegnata ad avvicinare alla montagna tutti coloro che desiderano trovare nel suo ambiente una parentesi distensiva, un contatto con la natura, il gusto dell'avventura, della conquista, del superamento dell'imprevisto.


Davanti: Rifugio F.A.L.C. al Pizzo Varrone (m. 2150)

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina non viaggiata

Editore: Foto Pasquè

Note: timbro Rifugio F.A.L.C.al PIZZO VARRONE (PREALPI OROBICHE) m.2120

Davanti: Rifugio F.A.L.C. al Pizzo Varrone (m. 2150)

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro ?? Sondrio - Milano 14.8.1950

Editore: BROMOFOTO – Milano

Note: timbro Rifugio F.A.L.C. al PIZZO VARRONE (PREALPI OROBICHE) m.2120

Davanti: Rifugio e Cappellina "Madonnina del Varrone" della Soc. F.A.L.C. - Milano a quota m. 2160

Nello sfondo il Pizzo dei 3 Signori mt. 2554

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Gerola Alta - data 11.8.1955

Editore: Foto Pasquè

Davanti: Rifugio F.A.L.C. Pizzo dei Tre Signori – Pizzo Varrone

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina non viaggiata

Editore: foto Pastori

 

Così nel sito dell’associazione viene raccontata la nascita del rifugio (www.falc.net): L'idea di avere una "Capanna F.A.L.C." per il soggiorno dei soci nacque subito dopo la guerra, nell'estate del 1945. Fu costituita una Commissione Rifugio con l'incarico di raccogliere tra i soci i fondi necessari e di trovare un luogo in montagna che fosse lontano da zone affollate, in un ambiente di grande bellezza naturale e relativamente vicino a Milano.
Nel novembre 1948, durante una gita in Val Gerola, la Commissione venne a sapere che una certa "Baita Bola", posta sotto il Pizzo Varrone, era in vendita. Il Consiglio F.A.L.C. ne decise l'acquisto e la trasformazione per l'anno successivo nel "Rifugio F.A.L.C. al Pizzo Varrone". A metà giugno 1949 - sciolte le nevi - poterono iniziare i complessi lavori, dopo una lunga preparazione tecnica, burocratica e logistica. Con il lavoro serrato e infaticabile di molti soci, che coadiuvarono alcuni operai specializzati, si demolì il tetto esistente della baita, si innalzarono le pareti perimetrali e interne di un piano (la Baita aveva solo il piano terra), si montarono porte e finestre e scala interna, si disposero letti e suppellettili varie, e dopo tre mesi di intense attività, il 18 settembre 1949, venne inaugurato il nuovo Rifugio F.A.L.C. Nel 1952 fu poi costruita la cappellina dedicata alla Madonna del Varrone.
"Aprendo il rifugio abbiamo aperto un cuore" fu scritto nel 1949 sulla prima pagina del primo libro dei visitatori del Rifugio F.A.L.C. Oggi come allora.

 

Davanti: Pizzo Varrone (m. 2332)

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Pasturo - data 11.8.1952

Editore: Foto Pasquè

Note: timbro RIFUGIO “MADONNA DELLA NEVE” BIANDINO M. 1595

Davanti: La "Madonnina del Varrone" mt. 2160

Retro: Cappellina "La Madonna del Varrone" eretta dalla Soc. F.A.L.C. - Milano a ricordo dei suoi morti alla bocchetta Varrone (m. 2160)- Zona Pizzo 3 Signori.

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Lecco - data 10.8.1955

Editore: Foto Pasquè

Note: timbro color verde RIFUGIO MADONNA DELLA NEVE BIANDINO M. 1595

Davanti: PIZZO TRE SIGNORI PIZZO VARRONE

Retro: Casa di montagna Pio X, m. 1755 INTROBIO (Como)

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro con data e località non leggibili

Editore: editore non presente

Note: timbro RIGAMONTI Cav. Giovanni FOLAT GUIDA RIFUGIO BIANDINO m. 1600

Davanti: PIZZI VARRONE E TRE SIGNORI (m. 2554)

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina non viaggiata

Editore: Ediz. M. Ambrosioni - Bar Privativa - Premana

Davanti: Pizzo Varrone. alt. m. 2337

Retro: COLONIA ALPINA CASA PIO XI ALLA BOCCHETTA DI TRONA (m. 2092)

Spedizione: cartolina non viaggiata

Editore: StabEotorotografico G.B. Falci - Milano

Note: timbro Casa Pio XI Bocchetta di Trona (m. 2092) PREMANA (Valsassina)

 

Tratto dal libro per i 75 della FALC, ecco il racconto intitolato “Terra di Nessuno”:

Ore 7.00. Milano a quest'ora è sempre uguale, le luci fluorescenti arancioni bucano albe spente, uguali e nebbiose, illuminando il solito scenario sconfortante: file di macchine in coda che si muovono lente, sonnacchiose o nervose, o ancora rassegnate, verso le fabbriche, gli uffici, le metropolitane. Anche la cinquecento di Berto come sempre è in una di queste code: quasi tutte le mattine si fa insieme il tragitto sino alla Pirelli. Ha 54 anni, ma il suo fisico non li dimostra. Il suo lavoro di caldaista non gli pesa, gli piacciono la vita che conduce, le sue tre stanze più servizi a Gorla, che sembra un paese e ci si conosce tutti da ragazzi, le serate di briscola. Si potrebbe definirlo una persona equilibrata e allo stesso tempo arguta, Berto, uno dei tipici figli di questa città con il "coeur in man", che sono inossidabili e abili navigatori nelle paludi del tempo. La cinquecento arranca a strappi metro per metro e con Berto si chiacchiera del più e del meno, spesso del suo passato di alpinista e delle avventure in montagna nelle brevi estati o nei corti fine settimana. Mi parla di posti che per me sono indistinti e remoti punti di una carta geografica, della Grignetta che si raggiunge in bicicletta fino a Lecco e poi a piedi su-su veloci prima dei Lecchesi fino al rifugio del Mario: o del Cervino con il Gigi, ma quella volta avevano la motocicletta. i racconti sono talvolta gli stessi, ma arricchiti di nuovi particolari, e le immagini che suscitano mi riportano immancabilmente all'epopea dei romanzi di Jack London che conosco per averli letti tutti. Luci e ombre, svettanti cime rocciose ed estese foreste di abetaie, boscaioli, pastori e mille altri personaggi abili ma leali e soprattutto perfettamente in armonia con il loro mondo.

Anni dopo, la giostra del luna-park del divertimentificio domenicale si fermò per me, un giorno, in Val Gerola: "Ehi, c'è un errore, non era qui che dovevo scendere, fate ripartire questo schifo di giostra". Ma tutto rimase stupidamente fermo, come una marionetta abbandonata in un angolo da un burattinaio fuggito altrove. Mi guardai attorno, una strana sensazione mi colse, come se il tempo assumesse una dimensione nuova, un tempo da assaporare in ogni istante, diverso e ricco di pulsioni. Allora, era questa la montagna? Mi incamminai verso il paese, per strada poche persone a loro modo affaccendate e ognuna che mi incuriosiva per un dettaglio particolare: il volto, l'acconciatura, l'abbigliamento. Ripensai ai racconti di Berto, alle pagine di Jack London, e come in una buffa dissolvenza i boschi della valle mutarono in estese foreste, tutte da scoprire, e lungo le case di pietra del borgo, fra gli aromi di cibo e di brace, mi sembrò di avvertire portato dal vento l'odore delle stagioni, di prati falciati, quello dei pascoli prima dell'inverno, quello della neve e del freddo, e storie di spericolate sfide di ragazzini con gli sci nei boschi. Ero arrivato nel mitico Grande Nord!

"Sei il tipico cittadino, insegui il mito del buon selvaggio e della natura benigna, dietro le finestre della tua casa piena di comfort nella tua città ricca di servizi e di tecnologia. Ma un bosco è solo un insieme di piante e la roccia è aggregazione minerale e qui la gente lotta per sopravvivere maldicendo il proprio destino immutabile che non porta mai niente di buono. E tu come gli altri, con le vostre evasioni da carta patinata, nei fine settimana credete di sapere tutto della vita". Così mi disse Eugenio, il guardiano di quella strana fortezza e avamposto isolato che era la diga della valle della Pietra, mentre salivo per la prima volta il sentiero tra il paese e la montagna. Continuai a salire da solo, ma l'entusiasmo per il mondo nuovo cominciava a vacillare e fui assalito dai dubbi, quelle parole si rincorrevano nella testa. Non sapevo più distinguere tra sogno e realtà. E Shangri-Là dove era? Andavo avanti assorto in quei pensieri, poi alzai gli occhi verso le cime dei monti, ma queste erano avvolte da nubi nere che scendevano sempre più minacciose, fino a quando di colpo, paradossalmente, tutto divenne movimento, l'acqua scendeva violenta fuori dai letti dei torrenti con un rumore sordo che si confondeva con quello dei tuoni, il vento piegava le chiome degli alberi e strappava dalle pareti rocciose sassi di ogni dimensione, e io correvo fradicio nella valle buia, con un eco che ripeteva mille volte nel cervello: "corri piccolo uomo, corri più veloce della luce del fulmine.. salvati, salvati".

Arrivai al piccolo rifugio al tramonto. Ogni tanto salivano folate di nebbia, lontano i paesi parevano più isolati e più piccoli di quello che erano e sembravano combattere una muta battaglia piuttosto che danzare un dolce motivo. Intorno a me solo sassi, sbriciolati per terra e ormai vinti, aggrappati tra loro per resistere alla forza di gravità. Scostai la porta ed entrai, era buio dentro, portai d'istinto inutilmente la mano verso la stufa, poi tornai ancora fuori. Il crepuscolo calò improvviso, livido e violaceo, con gli ultimi colori che si spegnavano nel buio della notte, gelida e irreale come il silenzio grave che sentivo ora fino alle ossa. Circondato da un freddo insieme di pietre e da insulsi fili d'erba che si contendevano tra loro un poco di spazio e di vita, sentivo ora la solitudine. Cosa ero venuto a cercare quassù? Dove era l'armonia tra le cose che avevo mitizzato, se ora ero teso ad ogni fruscio nell'assurda speranza di sentire qualcuno che non sarebbe arrivato? E l'inquietudine diventa ansia e i movimenti diventano scomposti e alla fiamma della candela ombre tremolanti si muovono incerte e mute nella stanza in una danza grottesca, per dissolversi soltanto ai primi chiarori dell'alba, nel vuoto e incosciente torpore, accanto alla stufa ormai spenta. A volte si sognano posti esotici e lontani, pareti enormi da scalare, oceani da attraversare. Ormai sono otto anni che ritorno nell'estate quassù, conosco si può dire le pietre, i movimenti dell'aria, quelli delle nubi, gli uomini, la luce, i fiori, le zone dove si rifugiano gli animali. Provo un senso di familiarità con le cose di questi mondi periferici, riesco a vederle come entità a se' stanti eppure interdipendenti tra loro. Chissà se avessi visto altri posti. Ripetere i soliti gesti, attenua la percezione anestetizzando le emozioni? La dimensione onirica e creativa diventa replicante quotidianità? Città o montagne sono solo punti geografici? Non lo so, ma so per certo che ognuno ha la sua "frontiera da immaginare", che"c'è una terra di nessuno e ci si deve arrivare", se sia un luogo fisico o interiore spetta ad ognuno deciderlo. Così guardo dentro di me, ripenso ai sogni, ai miti,alle mie paure e agli attimi in cui hai deciso il salto nel buio perché tanto non c'era più niente da perdere, e allora guardo gli stambecchi e i camosci e mi sento un po' come loro e vivo il tempo quassù assaporandolo attimo dopo attimo. Guardo sempre le stesse cose che mi appaiono per ciò che sono, ma sono sereno, e l'osservarle ora mi da un quieto piacere. Antonello Chiodo

 

Davanti: nessuna scritta

Retro: SOCIETA' ESCURSIONISTI LECCHESI Sez. C.A.I. Piazza XX Settembre - LECCO Pizzo Varrone (gruppo Pizzo 3 Signori)

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Introbio - data 1.7.1935

Editore: Neg. Bellomi Ediz. S.E.L.

Note: timbro SOCIETA' ESCURSIONISTI LECCHESI LECCO RIFUGIO A. GRASSI (m. 2000)

Davanti: Regione Pizzo Tre Signori PIZZO VARRONE m. 2330

Retro: SOCIETA' ESCURSIONISTI LECCHESI – LECCO Piazza XX Settembre

Rif. GRASSI a m.2000 – Passo Camisolo Da Lecco auto Introbio

Mulattiera ore 2 a Biandino “ “ 1 al Rif. Grassi Indirizzo Postale: Custode Rif. Grassi – Introbio

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Introbio - data 31.9.1964

Editore: Ediz. S.E.L. Neg. Bellomi

Note: timbro RIFUGIO ALBERTO GRASSI CAMISOLO m. 2000

Davanti: PIZZO VARRONE (GRUPPO PIZZO 3 SIGNORI)

Retro: C.A.I. – Sez. Lecco – Piazza XX Settembre - Lecco

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro località non comprensibile - data 13.8.1942

Editore: editore non presente

Note: timbro CENTRO ALPINISTICO ITALIANO SEZ. DI LECCO

RIFUGIO A. GRASSI Mt. 2000 PIZZO TRE SIGNORI

Davanti: VALSASSINA - Pizzo Varrone m. 2332 Nel regno delle roccie sconvolte

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina non viaggiata

Editore: Ed. Paolo Dolci - Novara

Note: timbro RIGAMONTI GIUSEPPE (Folat) GUIDA RIFUGIO BIANDINO

Davanti: nessuna scritta

Retro: SOCIETA' ESCURSIONISTI LECCHESI Pizzo Varrone (mt. 2332) - Gruppo del Pizzo Tre Signori

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Introbio - data 10.8.1923 - timbro Firenze - data 11.VIII.23

Editore: Ed. e fot. di Colombi (Bin) - Milano - Corso Roma, 66

Note: RIFUGIO ALBERTO GRASSI - SOCIETA' ESCURSIONISTI LECCHESI - CAMISOLO - Gruppo Pizzo Tre Signori - M. 2000 S.L.M.

Davanti: PIZZO DI TRONA e PIZZO VARRONE, m. 2508 – Ore 3,45 da GEROLA

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Gerola Alta - data 5.7.1943

Editore: Foto Luigi Pasina – Gerola Alta

Davanti: PIZZO VARRONE (m. 2292)

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro e data non leggibili

Editore: ED TIP. MAGNI - LECCO

Note: timbro F.O.M. Rifugio alla Bocchetta di TRONA 2,220 s.l.m.

Davanti: PIZZO VARRONE (m. 2337)

Retro: COLONIA ALPINA CASA PIO XI ALLA BOCCHETTA DI TRONA (m. 2092)

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro e data non leggibili

Editore: STAB. DALLE NOGARE E ARMETTI - MILANO

Note: timbro Casa Pio XI° Bocchetta di Trona (m. 2092) PREMANA (Valsassina)

Davanti: Premana - Il Pizzo Varrone m. 2325

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Premana - data ??.8.1962

Editore: Foto Ed. F.D.

Davanti: Pizzo Varrone (m. 2332) – nello sfondo il M. Disgrazia

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina non viaggiata

Editore: Foto Bellomi

Davanti: Alpeggio VARRONE - Bocchetta di Trona - Pizzo Varrone

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina non viaggiata

Editore: Ed. Colzani - Lecco Foto Bellomi

Davanti: Alpeggio Varrone - Bocchetta di Trona - Pizzo Varrone

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Premana - data 24.8.1949 - timbro Sesto S.Giovanni - data 25.8.1949

Editore: Ed. Colzani - Lecco Foto Bellomi

Davanti: nessuna scritta

Retro: Valsassina - Pascoli di Biandino con Pizzo Tre Signori m. 2554

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Introbio - data 19.7.1953

Editore: Foto Bellomi