IL MONTE LEGNONE
   

 

Il Monte Legnone si trova all'interno delle Alpi Orobie ed è alto 2609 metri. Posizionato tra il Lago di Como e la Valtellina, è la cima più alta della provincia di Lecco e la prima montagna all'ingresso della provincia di Sondrio.
Alla cima si può arrivare a piedi senza impegno alpinistico, ed è possibile salire sia dalla provincia di Lecco (il sentiero più praticato parte da Roccoli Lorla) che dalla Valtellina (Val Lesina) ed è meta di escursionisti poiché la vetta offre uno dei migliori panorami della Alpi Centrali, in quanto circondato dal lago e da una parte montuosa orobica senza altri rilievi.
Sulla cima è presente una croce di ferro. Fu la prima ad essere innalzata sulle montagne di questa regione, nel 1900, in seguito all’esortazione che fece Papa Leone XIII per celebrare l’Anno Santo. Quella croce, sostituita con quella presente nel 2003, è ora posizionata nei pressi del rifugio Roccoli Lorla.

 

Davanti: nessuna scritta

Retro: La vetta del Monte Legnone (m. 2825) CLVB ALPINO ITALIANO SEZIONE DI MILANO

Spedizione: cartolina non viaggiata

Editore: EDIZ. E FOTOG. DI COLOMBI (BIN) MILANO - CORSO ROMA, 66

Note: cartolina con altezza monte errata - timbro ROCCOLI LORLA M. 14?? ??

Davanti: nessuna scritta

Retro: La vetta del Monte Legnone m. 2610 CLUB ALPINO ITALIANO SEZIONE DI MILANO

Spedizione: cartolina non viaggiata

Editore: EDIZ. E FOTOG. DI COLOMBI (BIN) MILANO - CORSO ROMA, 66

Note: rispetto alla precedente cambia l'altezza, ora corretta

Davanti: Bellissime Alpi, vedette d'Italia, siete pegno sicuro di vittoria.

Retro: Dalla vetta del Legnone m. 2610 veduta delle Prealpi Orobiche

Spedizione: cartolina non viaggiata

Editore: Foto Bellomi - Ediz. Dolci - Novara

Note: timbro RIFUGIO S. RITA PASSO CROCE DEI TRE mt. 1986

Davanti: Dalla vetta del Legnone (m. 2610) veduta delle Prealpi Orobiche

Bellissime Alpi, vedette d'Italia, siete pegno sicuro di vittoria.

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Dervio - data 9.8.45

Editore: Foto Bellomi Ediz. Dolci - Novara

Davanti: Prealpi Orobiche Dal Pizzo Alto al Pizzo Tre Signori (veduta dal Legnone)

Dolcissima pace di vette silenti ! Il cuore si libra sovr'esse, placato !

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Introbio - data 18.8.1947

Editore: Foto Bellomi

Davanti: Il Legnoncino (m. 1714) dalla vetta del Legnone (m. 2610)

Salir giovanilmente al gaudio delle vette!

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina non viaggiata

Editore: Foto Bellomi

Davanti: Dalla vetta del Legnone m. 2610 il Legnoncino m. 1714

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Margno - data 7.7.53

Editore: Foto Bellomi

Davanti: Lago di Como e Lago di Lugano dal M. Legnone (m. 2610)

Chiarità di cielo, trasparenza di acque, balenio di vette lucenti.

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Dervio - data 28.7.47

Editore: Foto Bellomi - Ediz. Dolci - Novara

 

Quanto è alto il Legnone? Oltre 300 anni fa il fisico Ermenegildo Pini faceva la sua misura e riportava la sua esperienza nel libro “Opuscoli scelti sulle scienze sulle arti – Dell’elevazione dei principali Monti, e di diverse altre parti della Lombardia Austriaca”. Perché proprio il Legnone? Perché era la cima più alta della zona in quanto tutto il territorio valtellinese e valchiavennasco era, ancora per pochi anni, grigione.
Mi piace immaginare il signor Pini salire la montagna, carico di strumenti, probabilmente neanche semplici da portare in spalla, vestito con gli abiti di allora.
Arrivare in cima e mettersi al lavoro per cercare di scoprire un numero, quell’altezza per noi facilmente reperibile tra libri o cartine, o ancora più semplicemente una volta in cima, attivando la app GPS dal telefonino.
Pini sale alla vetta nell’agosto del 1780. Esattamente sei anni dopo un altro fisico salirà in cima alla montagna più alta d’Italia, il monte Bianco.

Ecco questo bellissimo racconto: (..) Avendo determinata l'elevazione dei principali Laghi e Fiumi, come pure delle Città, e di diversi altri punti delle pianure della Lombardia, mi rimane a dire dell'altezza dei monti più considerabili della medesima. Io comincierò dal più alto, cioè da quello, che volgarmente Legnone si chiama, e che dal Gìovìo è appellato Liveonis Catena, e da altri Lineone. Quello è situato verso il principio del Lago di Como, e confina a Settentrione colla Valtellina. Già fino dal Settembre dell'anno 1779 m'indirizzai verso la cima di esso sì per determinare la sua altezza, come anche per livellare altre montagne da esso visibili. Ma le frequenti, e folte nebbie, che in tale stagione vi dominano, me lo vietarono. Tenni però conto delle osservazioni barometriche, che vi feci a diverse altezze fino all'Alpe di Vicina, che è alquanto superiore alla metà dell'altezza di tutto il monte. Nel principio dell'Agosto dell'anno 1780 vi ritornai per farvi le divisate operazioni; ed il tempo allora fu ad esse favorevole. Mi portai pertanto all'Alpe di Vicina, e quivi fissai un Barometro con un osservatore; e di qui giunsi alla cima del Legnone verso le ore 18. Tolto vi disposi gli stromenti; e mentrechè il Barometro si metteva alla temperatura della circostante atmosfera, feci la livellazione delle più alte montagne della Lombardia, che da tal luogo sono visibili; e per essa riconobbi, che esse tutte sono più basse della cima del Legnone. (…) Il Legnone, quanto alla sua situazione, è nella catena di monti, con cui si unisce, quello, che è una penisola nel retro del continente, cioè a dire esso vi sorge quasi come una penisola. Il suo isolamento è formato da tre valli, cioè I.° da quella parte della Valtellina, che confina col Milanese, 2.° dalla porzione del lago di Como, che si stende dal piano di Colico fino a Dervio, 3.° finalmente dalla valle del Varrone, che da Dervio si stende nella Valsassina. Dopo tale isolamento esso si unisce con altri monti della Valsassina stessa, e con quelli della Valtellina, che sono a sinistra dell'Adda: anzi una porzione del medesimo è di giurisdizione della Valtellina stessa: onde è che sulla cima di esso è stabilita una pietra di confine. Questo isolamento, che ha il Legnone, rende la sua altezza rimarchevole per diversi riguardi. Certamente chi confronta questa con quella, che M. La Condamine prese sul Pitchincha e sul Coraçon altissime montagne dell' America méridionale, come pure con quella, che i Signori De Luc, e De Saussure trovarono alla cima del Buet, crederà, che il Legnone sia in paragone a quelle montagne ció, che è una casa per rapporto ad altri campanili; e che il salire fino alla cima di esso sia un diporto in confronto delle fatiche, con cui questi instancabili Fisici giunsero a stabilire un Barometro in cima degli accennati monti. Ma la cosa è molto altrimenti. E’ bensì vero, che la cima del Legnone è elevata sul livello del Mare soltanto di tese 1440.; laddove il Pitchincha lo è di tese 2430., il Coraçon di 2470., ed il Buet di 1578. 1/2. Ma conviene avvertire, che in quelle altezze, che assolute si chiamano, è compresa anche l'elevazione del suolo, su cui tali monti sono posti, la quale elevazione non appartiene all'altezza loro propria, giacché è comune al sottoposto suolo. L'altezza propria, o relativa di un monte dee computarsi verticalmente dalla sua radice fino alla cima, prescindendo dall'elevazione generale del suolo, su di cui è situato. Ora l'altezza propria del Legnone, che ha la sua radice al piano di Colico, ossia al piano del Lago di Como è di tese 1320., quella del Pitchincha 1070., quella del Coraçon 1110., poiché ambedue questi monti hanno la loro radice sul suolo di Quito, che è più elevato del livello del mare di tese 1460., e che è di pochissimo declive. Finalmente al Buet rimangono di altezza propria soltanto tese 908., giacché secondo M. De Saussure la sua radice, o il suo piede è al sito chiamato Couterai, che è più elevato del mare dì tese 670. 1/2 , ed a cui comodamente si giugne anche a cavallo. Quindi intendesi, che l'altezza propria, o relativa del Legnone è considerabilmente maggiore di quella, che hanno gli accennati monti. E poiché le cime del Pitchincha, e del Coraçon sono le due massime altezze, a cui sieno giunti i Fisici in America, ed il Buet è la maggiore, a cui sieno arrivati in Europa, egli é chiaro, che quello nostro monte supera in altezza relativa i più alti monti accessibili d'Europa, e d'America finora descritti. La distinzione tra le altezze assolute , e relative dei monti da me accennata, a cui finora i Mineralogisti non hanno fatta molta riflessione, é di molta importanza per rapporto alla fìsica constituzione della terra, e ad altri oggetti ancora, dei quali più fotto parlerò. E l'essere il Legnone un monte in gran parte isolato, e di un'altezza relativa tanto grande dee renderlo interessante per gli Fisici, giacché per tale constituzione esso è opportunissimo a diverse esperienze. Se alcuno pensasse a profittare di tale circostanza per qualche esperimento, io a facilitargli la salita di questo monte, qui esporrò il cammino, che gli converrà di fare. Primamente gioverà portarsi a Pagnona, terra elevata sul livello del lago di tese 218., e situata alla più alta radice del Legnone . Di qui alla cima di esso gli rimarranno a fare ancora 1102. tese di altezza verticale, cioè a dire 194. tese di più dell'altezza verticale, che é tra la cima del Buet, e la sua radice situata alla Couteraì. La prima metà di questo cammino, che giugne fino all' Alpe di Vicina, è abbastanza comoda.
Il rimanente è assai ripido, e in diversi siti pericoloso. Il pericolo viene massimamente da un fieno selvatico, che vi cresce quasi fino alla cima. Esso è molto folto e lungo, e incurvandosi sporge fuori dei piccoli risalti , che trovansi sul pendio del monte, formando diversi piani, che al dissotto sono vuoti: onde chi vi appoggia il piede cade senza riparo, e caduto non sempre può rilevarli. Oltre a che, quando il tempo è secco, quello fieno è tanto liscio, che in nessun modo vi si può fermare il piede, se non è munito di punte; cosicchè il camminare sulle pendenze coperte di quell'erba non riesce meno difficile, che il viaggiare sui ghiacci, e sulle nevi. Per giugnere con minore pericolo, e incomodo da Vicina alla sommità del Legnone conviene incamminarsi verso la Valle di Dauen, e di qui salire alla Porta dei Merli, d'onde finalmente si perviene alla cima. Quella salita da Pagnone alla sommità del monte si può fare comodamente in 7. ore. (...)

Pini nel suo calcolo stabilisce la misura del Legnone dal livello del mare in 1440 tese. In quel periodo (prima del 1799) era in uso la tesa francese del valore di 6 piedi, pari a circa 1,949 metri. La misura del Legnone era quindi stata calcolata in 2806 metri, ben 200 metri in più della misura ufficiale. Se la tesa utilizzata era quella svizzera, pari a 1,8 metri, allora la misura del Legnone sarebbe di 2592 metri, appena 20 metri sotto l’esatta misura. E’ però molto improbabile in quanto lui è un fisico e si compara con altri suoi colleghi di origini francesi.

 

Davanti: Il Pian di Spagna ed il Lago di Novate Mezzola visti dal Legnone m. 2610

Laghetti alpini, liquide gemme, specchi del cielo.

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Dervio - data 21.8.1947

Editore: Foto Bellomi - Ediz. Dolci - Novara

Davanti: Dalla vetta del M. Legnone (m. 2610) Veduta della Valtellina e del corso inferiore del fiume Adda Le Alpi Retiche e M. Disgrazia (m. 3678)

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina non viaggiata

Editore: Foto Bellomi

Davanti: Monte Legnone (m. 2610) - versante Roccoli Lorla

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Cremeno - data 21.7.54

Editore: Foto Bellomi

Davanti: Monte Legnone (m. 2610) - versante Roccoli Lorla

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Dervio - data 3.8.53

Editore: Foto Bellomi

Davanti: nessuna scritta

Retro: CLUB ALPINO ITALIANO SEZIONE DI MILANO

Roccolo Lorla m. 1463 della sezione di Milano del C.A.I. e M. Legnone

Spedizione: cartolina non viaggiata

Editore: Ed. e Fotog. Di Colombi (Bin) Milano Corso Roma 66

 

Nel 1836 Giuseppe Medici scrisse il “Saggio della storia naturale del Monte Legnone e del Piano di Colico”. Indicò quale altezza del Legnone 1377 tese. Utilizzando il riferimento precedente della tesa francese il valore che ne otteniamo è 2683 metri, circa 70 metri sopra il valore ufficiale. Medici parla anche delle vie per salire alla cima del Legnone. (...) Varie sono le vie, che possono guidare alla cima di questo monte. Io le indicherò, ma avvertirò pure che tutte richieggono un’agile, ed esperta guida. Dalla parte meridionale vi si può ascendere per due vie, o partendo cioè da Pagnona, e per la via di Daven alla Porta dei Merli, e quindi lungo la costiera alla vetta, o da Dervio ai roccoli del Sig. Lorla, e di là alla Porta dei Merli , e quindi come sopra. Dalla parte Nord-Est vi si sale per una sola via, da Delebio cioè ai sovrapposti monti, e di là alla vetta. Dalla parte che guarda a Nord-Ovest poi ci si offrono due vie: una ci guida dal Porto di Colico all’alpe di Rossa, a Negrogno, alla Porta dei Merli, e l’altra dal Porto di Colico a Fontanedo, all’alpe di Squaggione, e di là alla cima. Le prime due vie sono le più comode, la terza è la più pericolosa e faticosa: la quarta è la più breve ed è abbastanza comoda: la quinta ha alcuni passi pericolosi, ma offre alla curiosità di quelli che la percorrono alcuni avanzi di fortificazioni a Fontanedo, ed un laghetto a Squaggione. Il viaggio si intraprende in estate, e si compie in 6, a 7 ore: le fermate si fanno nei monti, e nelle alpi indicate, ove con ischietti e cordiali modi si è ricevuto dai pastori nelle loro abbastanza comode, e difese capanne. (…)

 

Davanti: MONTE LEGNONE (m. 2611) ROCCOLI LORLA (m. 1463)

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Dervio - data 13.AGO.00

Editore: editore non presente

Davanti: Un saluto dai Roccoli Lorla, m. 1463

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Sondrio-Milano - data 14.9.31

Editore: Ediz. E. Pedroncelli R. Pane e generi alimentari - Colico

Davanti: Delebio Pratobeto m. 1200 Veduta del Monte Legnone

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Delebio - data 24.6.1950

timbro Loreggia - data 26.7.1950

Editore: Ed. Bianchi A.

Davanti: Delebio - Pizzo Legnone m. 2612

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Delebio - data 30.6.1956

Editore: Ed. Bertoldini - Delebio

Davanti: DELEBIO - Pizzo Legnone m. 2612,

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Delebio - data 12.7.1966

Editore: P. Rigamonti - Ed. Rigamonti

 

In alcuni articoli del bollettino mensile del Club Alpino Italiano vengono raccontate le ascensioni alla cima del monte Legnone.

Volume XVI n. 4, pubblicato nell'aprile 1897, nella Cronaca Alpina a pagina 139: Monte Legnone m. 2610 - Alle 5,45 del 14 aprile i soci Mapelli, Mattarelli, Redaelli, Vassena (Sez. di Lecco), Brini (Sez. di Milano), coi signori Viganò e Tedeschi, accompagnati dalle guide P. Buzzella d'Introzzo e G. Bonazzola di Sueglio, lasciarono i Roccoli Lorla dov'erano pervenuti la sera innanzi. Dopo 1 ora e 1/2 di cammino, cinta la corda, si diedero a salire gli erti fianchi della montagna, convertiti in pendii nevosi che richiesero un buon lavoro di piccozza. Alle 9,40 raggiunsero la Capanna Legnone (m. 2136) sepolta per intero nella neve. Quivi, vista l'impossibilità di raggiungere tutti la vetta, i soli soci Redaelli e Mattarelli colle due guide continuarono la salita. Ma giunti alla "Bocchetta" pochi metri sotto la cima, a malincuore dovettero retrocedere per la condizione cattiva della neve e per la folta nebbia. Verso le 13 si riunivano alla Capanna Legnone cogli altri ivi rimasti ed insieme calarono ai Roccoli Lorla.

Volume XVII n. 2, pubblicato nel febbraio 1898, nella Cronaca Alpina a pagina 56: Monte Legnone m. 2610 (Prealpi Lombarde) - I soci avv. Andrea Bonardi e rag. Camillo Savonelli (sez. di Como) colla guida G. Bonazzola di Sueglio, partiti il 13 febbraio alle ore 5 dal Rifugio dei Roccoli Lorla (temper. -5° ) giunsero alle 10,15 sulla vetta del Legnone passando per la bocchetta d'Agrogno, i ripidi canaloni soprastanti e la Capanna Legnone (m. 2136). Nella salita incontrarono molta neve farinosa accumulata dal vento, ma sulla cresta, dopo la Capanna, ebbero neve durissima e ghiaccio che esigette lavoro di piccozza, reso ancor più faticoso da un forte e gelido vento di tramontana. L’atmosfera, di eccezionale purezza, permise di godere l’intero panorama. Alle 14 erano di ritorno ai Roccoli ed alla sera a Como.
E’ questa la seconda ascensione invernale al Legnone: la 1^ si effettuò nel 1891 dai soci avv. Michele Chiesa, avv. Pietro Rebuschini e sig. Leopoldo Redaelli, pure della sezione di Como.

 

Davanti: Pizzo Legnone m. 2612

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Delebio - data 8.7.1952

timbro Villa di Tirano - data 8.7.1952

Editore: Bianchi - Delebio

Davanti: Delebio - Alpe e Pizzo Legnone m. 2612

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina non viaggiata

Editore: Foto Rigamonti

Davanti: Monte Legnone (m. 2610)

Retro: CLUB ALPINO ITALIANO Sezione di DERVIO

Rifugio ROCCOLI LORLA (m. 1463) Centro Studi J. e P. Nogara

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Dervio - data 30.9.1958

Editore: editore non presente

Davanti: nessuna scritta

Retro: MONTE LEGNONE m. 2610 dal versante del Roccoli Lorla

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Maggio - data 29.7.54

Editore: Foto Bellomi

Davanti: Monte Legnone m. 2610 versante dei Roccoli Lorla

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro località e data non leggibili

Editore: Foto Bellomi

 

Alcuni articoli del Corriere della Sera ci ricordano le realtà delle associazioni del periodo.

4 agosto 1897 - Stella delle Alpi - A Delebio (prima stazione ferroviaria della linea Colico - Sondrio) si formò un circolo alpinistico che prese il nome di "Stella delle Alpi". Per sua iniziativa vennero di recente segnate le due vie che da Delebio conducono alla cima del Legnone; ed una di esse, affatto nuova, e più breve dell'altra, verrà inaugurata domenica prossima con una gita, alla quale sono invitati tutti gli alpinisti. Si deve andar a dormire a Delebio sabato sera; all'Alpe Legnone (m. 1800) ci sarà servizio di "buffet".

14 15 novembre 1898 - La Federazione Prealpina - A più riprese abbiamo accennato alla iniziativa cui stavano dedicandosi parecchi noti ed attivissimi alpinisti milanesi per costituire una Federazione Prealpina la quale riunisse le diverse piccole Società alpinistiche lombarde, pur lasciandole completamente autonome nello svolgimento della propria attività sociale. Scopo della ideata Federazione era quello di incanalare le sparse forze alpinistiche verso l'attuazione di un unico programma da svolgersi di comune accordo fra le Società lombarde aggregate e colla massima uniformità di metodo.
Tale programma consiste principalmente nella segnalazione, su vasta scala e col solito sistema del minio, dei sentieri alpestri delle Prealpi Lombarde e nella illustrazione di queste mediante la pubblicazione di minuscole guide da mettersi in vendita per pochi centesimi anche a vantaggio del pubblico. La nuova società è ora costituita e ad essa hanno aderito finora le società Alpina di Lecco, Edelweis di Menaggio, Stella delle Alpi di Delebio ed Escursionisti di Milano; altre si aggregheranno entro il corrente anno. Ognuna di queste società corrisponderà alla Prealpina la tenue quota di cinquanta centesimi all'anno per ciascuno dei soci, i quali riceveranno dalla Prealpina stessa almeno tre guide ogni anno di diversi gruppi montuosi della Lombardia ed una minuscola rassegna alpinistica mensile. Ognuna potrà ascriversi alla Federazione, quale socio benemerito, pagando la quota annua di tre lire. La Federazione Prealpina non è sorta per far concorrenza alle diverse sezioni del Club Alpino Italiano, chè anzi quella di Lecco e quella di Como già ebbero parole di lode e di incoraggiamento per la nuova iniziativa; anzi fra quelle sezioni e la Federazione si sta trattando per fare alcune segnalazioni in comune. Del resto il compito del Club Alpino è così alto, vasto e difficile che ch'esso vedrà di buon grado sorgere questa collaboratrice che togliendogli attribuzioni minori, gli lascerà l'opportunità di dedicarsi con maggior zelo alla costruzione di rifugi alpini che resterà pur sempre la più utile e la più simpatica delle attribuzioni del maggior istituto alpinistico d'Italia, sino a che esso non trovi la forza per innalzarsi con perenne monumento pubblicando una completa e grande Guida delle Alpi.
Tornando alla Federazione, troviamo più che mai encomiabile l'idea della pubblicazione di piccole guide e della segnalazione dei sentieri, che formano l'essenza del suo programma, ma è lecito domandarsi com'essa giungerà ad attuarlo dato il lieve contributo delle Società aggregate. La Federazione Prealpina non dovrà essa stessa rendersi materiale esecutrice di questo o quel lavoro, ma ne dovrà provocare l'attuazione facendo pratiche presso le singole Società federate, giacché il suo metodo d'agire consisterà in un'azione paziente ed illuminata che potrà esplicarsi anche presso persone amiche del turismo ed interessate a promuoverlo. La Federazione Prealpina ha nominato tre soci onorari nelle persone del cav. Federico Johnson presidente del T.C.C.I., prof. Mario Cermenati presidente della Sezione di Lecco del C.A.I. e prot. Ottone Brentari.

23 Luglio 1903 - Federazione Prealpina - Ci scrivono da Delebio (Valtellina), 20 Luglio: Ieri ebbe qui luogo, con grande concorso di soci, (fra i quali alcune signore e signorine) il sesto Congresso della Federazione Prealpina.
Delle stesse società federate sette avevano mandate le loro rappresentanze, la Società Escursionisti Milanesi, La Società Escursionisti di Lecco, la Società Alpina operaia di Lecco, La Mediolanum femminile, la Società Alpinisti Monzesi, il Circolo Stella delle Alpi di Delebio, la Società Escursionisti di Vidigulfo, Altre aderirono. La progettata salita al Pizzo Alto fu contrariata dal tempo. Nel Congresso, tenutosi sotto la presidenza del presidente della Federazione prof. Ottone Brentari, si approvarono i bilanci, si elessero le cariche, e si introdussero alcune modificazioni nello statuto.
La Federazione conta ora più di 1000 soci. Dopo il Congresso ebbe luogo un animato banchetto, delle proiezioni ed un ballo.
I congressisti partirono questa mattina. La Federazione sta ora pensando ad una gita al Garda ed all'Altissimo di Monte Baldo.

19 agosto 1905 - Una bella marcia di "audaces" - La Società escursionisti Lecco indisse ed effettuò nei giorni 13 e 14 corrente, fra le società sportive, il primo "Audax alpinistico italiano" con una marcia di ore 30 sull'itinerario Lecco-Barzio (m. 770) Piano di Bobbio (1703), Passo del Toro (1928), Camisolo (2156), Passo della Tazza (1986), Val Varrone, Premana (947), Alpe Deleguaccio (1674), Lago Deleguaccio (2192), Passo Legnone (2200), Pizzo Legnone (2610) a Delebio. Dei 46 partenti ben 43 hanno compiuto in gruppo le ore 30 di marcia e sono stati dichiarati "Audaces", mentre i tre rimanenti da Premana proseguirono per Dervio con 24 ore di marcia.

 

Davanti: SALUTI DAL MONTE LEGNONE m. 2610

Retro: Cappella Votiva sul Monte Legnone (m. 2610)

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro e data non leggibili

Editore: editore non presente

Davanti: Saluti dal MONTE LEGNONE M. 2610

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Dervio - data 31.8.1961

Editore: editore non presente

Note: timbro CLUB ALPINO ITALIANO Sez. DERVIO Roccoli Lorla Sella del Legnone m. 1463

RIFUGIO JONHDINO E PIETRO NOGERA Centro Lombardo di Studi e di Ricerche Scientifiche Alpine

Davanti: Dalla Vetta del LEGNONE (m. 2610) - con veduta delle Prealpi Orobiche

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Casargo - data 31.??.??

Editore: Ediz. Colzani - Lecco

Note: data a penna 30-8-35

Davanti: DALLA VETTA DEL LEGNONE M. 2610 VEDUTE DELLE PREALPI OROBIE DAL PIZZO ALTO AL PIZZO TRE SIGNORI

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Bellano - data 10.8.50

Editore: Foto Bellomi

Davanti: nessuna scritta

Retro: Dalla vetta del Legnone m. 2610 - Le Prealpi Orobiche dal Pizzo Alto al Pizzo Tre Signori

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Pagnona - data 18.7.1959

Editore: Foto Bellomi

Davanti: nessuna scritta

Retro: Dalla vetta del Legnone m. 2610 Veduta delle Prealpi Urobiche dal Pizzo Alto m. 2508 al Pizzo Tre Signori m. 2554

Spedizione: cartolina viaggiata - francobollo asportato - timbro non presente

Editore: Foto Bellomi

Note: data scritta a penna 6 - 8 - 53

 

Dalla "Guida delle villeggiature valtellinesi", seconda edizione, edito nella primavera 1931, pag. 50: Pizzo Legnone (m. 2609) Da Delebio per la Valle Lesina - Il Pizzo Legnone è la vetta più importante delle Orobie occidentali. La sua bella piramide è visibile da gran tratto del lago di Como e dalla Valtellina. Da Delebio prendere la mulattiera che risale la sponda sinistra orografica (Ovest) della Valle del Lesina fino a Piazza Calda (m. 1215). Da questo punto si presentano due itinerari: 1. continuare fino all'Alpe Cappello (m. 1522) e da questa per tracce di sentiero e per una china ripida, in direzione Sud-Ovest, arrivare al Passo di Legnone (m. 2223), ore 6 a Delebio; dal passo si sale alla vetta del Legnone in un'ora. Oppure: 2. da Piazza Calda, lasciando a sinistra il sentiero che va al Passo del Legnone, salire invece più ripidamente a destra e, girando a Ovest la Cima dei Larici (m. 1410), arrivare all'Alpe Legnone (m. 1710), ore 4 da Delebio, dove è possibile pernottare. Dall'Alpe in 45' si arriva alla Cima Zoccone (m. 2050) che è un contrafforte Nord-Est del Legnone e poi sempre per cresta, con una breve deviazione sul versante Nord nei pressi della vetta, si arriva sulla cima del Legnone (ore 2.30 dall'Alpe Legnone).

 

Davanti: Valsassina Il LEGNONE m. 2610 visto dal Muggio

Retro: Giù nel greto canta il fiume il canto della vita; sospesa sul burrone passa l'ardita strada; nell'alto dei valichi s'affaccia l'imponente Legnone ancor tutto biancheggiante e par che dica sono io il re della Valsassina

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Premana - data 13.7.32

Editore: Ediz. Paolo Dolci - Novara

Note: timbro ANTICA TRATTORIA DELLA PEPPA CEDRO GIUSEPPE PROP

PREMANA VALSASSINA TELEFONO N°1303 AL PIZZO DEI TRE SIGNORI

Davanti: nessuna scritta

Retro: Valsassina - Veduta del monte Legnone m. 2610 e Pizzo Alto m. 2508 dalla vetta del Monte Muggio

Spedizione: cartolina non viaggiata

Editore: Foto Bellomi

Davanti: Delebio - Pizzo Legnone m. 2612

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Dubino - data 4.8.1971

Editore: Foto Rigamonti

Davanti: nessuna scritta

Retro: Cappella Votiva sul monte Legnone (m. 2610) Eretta per iniziativa del Gruppo Alpini di Colico

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Bellano - data 8.6.1959

Editore: editore non presente

Davanti: La Cappelletta del Monte Legnone m. 2610

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Sondrio - Milano - data 30.7.61

Editore: Ediz. F.D.

 

TRA ALPEGGI - Questo percorso segue i vari alpeggi della Val Lesina impegnando l'intera giornata (10 ore circa). La partenza è da Tavani, frazione di Delebio, raggiungibile via auto o bus STPS . La prima meta è l'alpe e il rifugio Scoggione ed è l'ascesa che porterà in quota. Dal punto di partenza il primo tratto segue il nuovo tracciato del Sentiero del Viandante in direzione Piantedo. Si prende al termine della strada asfaltata di Tavani e superato un ponte in sasso a sinistra si sale in mezzo al bosco. Quindi passato un corso d'acqua si prosegue salendo a sud lateralmente alle rovine di una casa e quindi, in fronte a un'altra vecchia casa, si prende direzione ovest, e in lieve falsopiano ci si collega a una strada sterrata. La seguiamo e quasi subito incrociamo un'altra strada sterrata (dove si lascia il Viandante) che, salendo da Piantedo centro, prosegue a sinistra (sud) conducendo in località Prati Forati. Da qui il sentiero (a destra) ben segnalato, ma purtroppo in alcuni punti rovinato dal passaggio di moto da trial, va a collegarsi con il sentiero che sale da Colico Rusico. A parte due prati tutto il percorso è in pineta, un'ascesa a zig-zag che si apre infine all'alpeggio di Scoggione. Siamo a 1575 metri e sopra di noi c'è il Legnone. Il sentiero segnalato a bandierine bianco e rosse prosegue e andiamo ad agganciare a una strada militare della prima guerra mondiale. La seguiamo per un breve tratto andando quindi a sinistra (est) nella direzione alpe Legnone. Un tratto in falsopiano con tutta una panoramica sul fondovalle, sulla Valchiavenna e l'alto lago di Como, taglia la montagna per portarci al rifugio Legnone e all'ingresso alla Val Lesina. Il primo tratto è pianeggiante, quindi torna a salire leggermente. In questo tratto si trova la deviazione per la salita alla cima del monte Legnone (2609 mt.).

Piccolo strappo in salita per superare il dosso che separa l'alpe Legnone dall'alpe Cappello. Quindi un tratto di discesa nell'alpe ci collega a un altro sentiero, prosieguo della strada sterrata che sale da Osiccio. Appena sopra a noi uno stallone con un muraglione a V a riparo dalle slavine invernali. Sul facsimile del precedente dosso prima un tratto in salita, quindi la discesa, ci portano all'alpeggio e alla casera di Luserna. Come per le precedenti vallate e per le successive il panorama naturale fa da padrone e attira la vista. Facile la visione di marmotte, camosci o di qualche gallo di montagna. Passata Luserna si va verso l'alpe del Dosso. Il primo tratto aperto presenta diversi rigagnoli d'acqua, quindi si va a chiudere in pineta. Quando si arriva all'alpe, prima di avere la visione completa del prato e del casamento, si prende a destra (c'è un cartello appena sopra, non è visibile dal sentiero da cui si sta arrivando) e si trova l'indicazione alpe Stavello. Il percorso, è un falsopiano con due lievi tratti di salita. L'alpe Stavello si apre in mezzo alla pineta e si passa scomparendo tra le alte piante. Di fronte il versante ripido che separa la valle dalla Valgerola è sempre più vicino. Ultimo alpeggio è alla casera di Mezzana. Appena avanti a noi il torrente Lesina e una valle tutta da scoprire. Da qui parte il sentiero che porta in alpe Piazza e quindi in alpe Olano (Valgerola). Quasi come un inversione a U si prende ora il sentiero che porta in direzione ponte Stavello . Il primo tratto è falsopiano, poi si inizia a scendere. Tutta una serie di tornanti ci fanno abbassare fino a rivedere nuovamente il torrente Lesina. Se si segue il sentiero si va a Andalo. Noi prendiamo una deviazione per la baita di mezzo alpe del Dosso e tra salita e tratti di falsopiano, tutti all'interno della pineta, arriviamo a una nuova deviazione per l'alpe del Dosso.

Noi proseguiamo oltre in direzione est (non c'è nei cartelli gialli l'indicazione) e iniziamo ora a scendere fino ad arrivare a un altro ramo del torrente Lesina, dove ci aspetta un bel ponte sospeso. Il sentiero inizia nuovamente a risalire e ci porta, collegandosi alla fine a una strada sterrata alla frazione di Canargo. Da qui si può scendere a Delebio proseguendo dalla vecchia strada sterrata. Risaliamo invece, a sinistra, sempre da una strada sterrata in direzione Osiccio (non c'è cartello) dove ci ricolleghiamo alla strada sterrata che scende a Delebio. Seguiamo la strada fino a una deviazione a sinistra (non segnalata) che ci porta a prendere prima un tratto largo (c'è una sbarra) quindi dietro a una casa in rovina un sentiero, a suo tempo siglato con un numero 2 ma di cui oramai ci sono solo poche tracce consumate. Il sentiero, taglia e segue un corso d'acqua, breve tratto piano e poi nella discesa è sconnesso, poco pulito e rovinato dal passaggio delle moto da trial. Scendendo all'altezza del primo corso d'acqua citato ci si ricollega nell'ultimissimo tratto a quello iniziale per ritornare al punto di partenza, Tavani.

 

Davanti: Monte Legnone m. 2610

Retro: Gruppo Escursionisti Bellanesi BELLANO Rifugio Bellano (m. 1288) Roccoli d'Artesso (Val Varrone)

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Dervio - data 23.8.1959

Editore: Ed. G.E.B.

Note: timbro GRUPPO ESCURSIONISTI BELLANESI BELLANO

RIFUGIO BELLANO (Val Varrone) mt. 1288

Davanti: nessuna scritta

Retro: il M. Legnone visto dal M. Legnoncino (invernale) CLUB ALPINO ITALIANO Sezione di Dervio

Spedizione: cartolina non viaggiata

Editore: Fototeca C.A.I. - Foto G. Silvestri

Davanti: Il Massiccio del Legnone m. 2610

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Pagnona - data 31.8.1963

Editore: Luigi Bosisio & C. - Lecco

Davanti: CAPANNA VITTORIA - Versante Nord M. Legnone

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro e data non leggibili

Editore: non presente

Note: F. A. I. CAPANNA VITTORIA m. 1000 LEGNONE

 

Davanti: DELEBIO - CAPANNA VITTORIA

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Delebio - data 29.8.1951

Editore: Ed. Bianchi A. - Tabacchi - Delebio

Davanti: CAPANNA VITTORIA AL M. LEGNONE (m. 1000)

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina non viaggiata

Editore: A.Fusetti, Milano

Note: timbro appena visibile Capanna Vittoria

SULLA STRADA MILITARE - Questo circuito porta a percorrere la strada militare presente sulle montagne della Val Lesina (il tempo totale del percorso è di circa 10 ore). La partenza è da Tavani, frazione di Delebio, raggiungibile via auto o bus STPS . La prima meta è l'alpe e il rifugio Scoggione. Dal punto di partenza la prima indicazione da seguire è quella del nuovo tratto del Sentiero del Viandante, direzione Piantedo. Si prende al termine della strada asfaltata di Tavani e superato un ponte in sasso a sinistra si sale in mezzo al bosco. Quindi passato un corso d'acqua si prosegue salendo a sud lateralmente alle rovine di una casa e quindi, in fronte a un'altra vecchia casa, si prende direzione ovest, e in lieve falsopiano ci si collega a una strada sterrata. La seguiamo e quasi subito incrociamo un'altra strada sterrata (dove lasciamo le indicazioni del Viandante) che, salendo da Piantedo centro, prosegue a sinistra (sud) conducendo in località Prati Forati. Da qui il sentiero (a destra) ben segnalato va a collegarsi con il sentiero che sale da Colico Rusico. A parte due prati tutto il percorso è in pineta, un'ascesa a zig-zag che si apre infine all'alpeggio di Scoggione. Siamo a 1575 metri e sopra di noi c'è il Legnone. Il sentiero indicato a bandierine bianco e rosse prosegue e andiamo finalmente a collegarci alla strada militare, parte della linea Cadorna, o più correttamente Frontiera Nord, strada realizzata per portare uomini e armamenti alle trincee poste a quota duemila metri e studiate per difendersi da un'eventuale attacco, soprattutto nella prima guerra mondiale, tedesco dalla Svizzera. La strada sale senza grosse pendenze fino a quota 1970 metri di passo Colombano. Alcuni tratti della strada si sono oramai trasformati in sentiero, piante e piccoli smottamenti ne hanno ridotto la carreggiata. In altri punti la strada è rimasta come quando è stata costruita cento anni fa. Proprio perché transito di possibili cannoni e altre attrezzature pesanti la strada è stata fatta con poca pendenza, uno zig zag continuo. Al passo di Colombano è possibile vedere i resti delle trincee. Qui c'è una deviazione, salendo si va al monte Legnone (2.600 mt.). Proseguiamo invece sulla strada militare che prima scende, quindi pianeggiante sovrasta tutta l'alpe Legnone. Inizia quindi nuovamente la lieve salita. Ascesa che termina a quota 2.300 metri alla forcella del Legnone. Da qui proseguendo con la strada militare ci si collega all'Alta Via della Valsassina e con un successivo sentiero si può salire al monte Legnone. Oppure prendere il sentiero per andare ai laghi di Daleguaccio.

Si ritorna. Si scende per un tratto dalla precedente via di salita. Quindi all'altezza di un baitello si trova una deviazione indicata con CAPEL. Il primo tratto di sentiero è confuso (sembrano indicazioni studiate per chi sale e non per chi scende) poi diventa ben definito. Il percorso si abbassa lievemente e gira alta intorno all'alpe Cappello. Quasi al fine della valle troviamo a sinistra la deviazione alpe Cappello (il sentiero prosegue in direzione alpe Luserna). Inizia la discesa vera. In poco tempo arriviamo in fondo all'Alpe Cappello. Un altro cartello ci direziona o all'Alpe Legnone (sinistra ovest) o alla Casera Luserna (destra est) o, nel nostro caso, per Osiccio (davanti nord). Si prosegue scendendo fino all'alpeggio sottostante e quindi con la strada sterrata al paese di Osiccio. Ci colleghiamo quindi alla strada sterrata che scende a Delebio e la seguiamo fino a una deviazione a sinistra (non segnalata) che ci porta a prendere prima un tratto largo (c'è una sbarra) quindi dietro a una casa in rovina un sentiero, a suo tempo siglato con un numero 2 ma di cui oramai ci sono solo poche tracce consumate. Il sentiero, taglia e segue un corso d'acqua, breve tratto piano e poi nella discesa è sconnesso, poco pulito e rovinato dal passaggio delle moto. Scendendo all'altezza del primo corso d'acqua citato ci si ricollega nell'ultimissimo tratto a quello iniziale per ritornare al punto di partenza, Tavani.

Note: nella salita ci sono fontane a quota 900 e 1200 metri, quindi al rifugio Scoggione, al baitello sotto la forcella del Legnone, a una casa sotto l'Alpe Cappello e a Osiccio. Se si volessero seguire indicazioni che portano a scendere all'abitato di Delebio, dal paese ci sono circa 25 minuti a piedi per ritornare a Tavani, oppure verificare il passaggio del bus STPS alla fermata in piazza Caduti di Nassiriya.

Davanti: DELEBIO (Valtellina)

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina non viaggiata

Editore: G. G. C.

Davanti: Delebio (m. 217) - Vita campestre

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Delebio - data 17.10.1960

Editore: Ed. Bertoldini - Delebio

Davanti: Delebio (m. 217) - Pace Montanara

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina non viaggiata

Editore: Ed. Bertoldini - Delebio