SALUTI DA
   

 

Tanti saluti da... chiunque collezioni cartoline si sarà imbattutto in una di queste. Normalmente la scritta non è sopra una singola fotografia, ma è inserita in un mosaico di immagini, in numero variabile da due a dodici.
La chiesa, la statua del soldato, il castello, la montagna, il laghetto, ecc.. luoghi o edifici famosi (magari solo per quelli del posto) possono ricordare il paese da cui si invia la cartolina.

Apro una piccola finestra: la cartolina viene inviata in un luogo, più o meno molto lontano.
Quindi è facile che il collezionista trovi quanto cerca non nella località delle immagini presenti sulle cartoline, quanto lontano da questo, dove è stata inviata.


Davanti: Gerola Alta Monumento ai caduti Pizzo Tre Signori m. 2554 e Lago di Sasso m. 1912

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata timbro Gerola Alta 17.8.49

Editore: Foto Luigi Pasina Gerola Alta

Davanti: Alpeggio sopra Gerola

Fenile (m. 1245 s. m.)

Paesaggio invernale di Gerola (m. 1051 s. m.)

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina non viaggiata

Editore: FOTOGRAFIA VALTELLINESE - MORBEGNO

Davanti: SUI NOSTRI LAGHI

Retro: COLONIA ALPINA CASA PIO XI ALLA BOCCHETTA DI TRONA (m.2092)

Spedizione: cartolina non viaggiata

Editore: editore non presente

Davanti: Lago di Pescegallo (m. 1855 s.m.) Cascata di Fenile (m. 1180 s.m.) Pizzo di Trona (m. 2058) s.m.

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Gerola Alta - data 1.8.1937

Editore: FOTOGRAFIA VALTELLINESE - MORBEGNO

 

Chi invia le cartoline "Tanti saluti da .."? Beh, io penso subito al turista, non so voi. In viaggio una cartolina l'ho sempre spedita e se, sfogliando tra quelle in vendita nei negozi del posto, ne trovavo una con più visuali del luogo la preferivo a quelle con una sola grande immagine. Negli anni '30 si muove la macchina del Turismo. Pensare la montagna non solo per uso agro-pastorale, sfruttarla per il suo legname o per la sua acqua, ma solo per portarci persone fa cambiare il modo di vedere il territorio. Nasceranno quindi impianti sciistici, nuovi alberghi e rifugi, purtroppo anche disastri edili in nome del turismo. In questo articolo, tratto da Il Popolo Valtellinese del 25 novembre 1933 e dal titolo "I problemi della industria turistica valtellinese", è possibile leggere come quello che ora è normale, è turismo, meno di cento anni fa non lo era.

Ho letto con molto interesse gli articoli del camerata Bruno Gualzetti, apparsi ultimamente su questo foglio di battaglia, intorno ai problemi della industria turistica valtellinese. Non perchè sia parte interessata, ma perchè è da ritenersi, anzi augurarsi e fermamente volere che il turismo diventi una delle sane e principali industrie della Valtellina. Evidenti sono i benefici riflessi che un tale movimento può produrre nel vasto campo, diro così, commerciale. Più adombranti perchè indiretti, ma forse ben più importanti le graduali ripercussioni favorevoli che si potranno realizzare nel settore agricolo, ove si occupa ancora la massima parte della nostra popolazione, la quale notoriamente si dibatte in angustie economiche e finanziarie. Ecco, che con un turismo ben organizzato il nostro contadino o, per lui, la Cooperativa, potrà vendere maggior quantità di burro a prezzo remunerativo, la stalla ospitare un vaccherella in più; il produttore del nostro decantato "Sassella", potrà esitarlo sul posto e non dipendere esclusivamente dagli attuali unici acquirenti e nostri buoni vicini Svizzeri; il vignaiolo di località non redditizia per tali colture, potrà finalmente effettuare l'auspicata sostituzione col persiceto o l'asparagiaia, i cui prodotti esiterà, freschissimi, all'albergo; il comune potrà realizzare qualche liretta di più sul legname dei suoi boschi perchè qualche nuovo albergo o qualche nuova villa si verrà costruendo. Questi non sono che pochi esempi: ognuno può indurne altri ugualmente possibili.
Il fatto è che molta parte del denaro rimarrebbe in Valtellina, al risparmio Valtellinese, circolerebbe in Valtellina fra i suoi esercenti ed i suoi commercianti. Quando sta bene il contadino, tutti stanno bene. E questo è quanto da cercarsi ad ogni costo; perchè è un bene che la nosta Valle, la quale - chiusa la sua grande risorsa e valvola passata della emigrazione permanente e temporanea - si vede, attraverso lo spauracchio della indigenza, minata anche nella sua finora sana ed esemplare forza demografica.
Per questo è il dovere di ogni buon valtellinese occuparsi seriamente della questione in oggetto: come è pure chiaro che tutti gli Enti della Valle vi sono interessati. Ritornando agli articoli del camerata Gualzetti, molto opportunamente questi accennava alla necessità e convenienza di una concorde campagna pubblicitaria. Per evitare tuttavia eventuali delusioni sarà bene che ognuno si richiami alla norma, ormai risaputa, che una pubblicità è fortunata e redditizia, quando all'aspettativa corrisponde poi la realtà dell'oggetto. Sono d'accordo con l'articolista che la moda è di potente ausilio; ma anche la moda non è poi anche quella capriciosetta che da molti si pensa: segue anch'essa delle direttive razionali. D'altra parte male sarebbe indirizzare il nostro movimento turistico su delle basi bluffistiche: non si creerebbe che l'effimero, la bolla di sapone.
E qual'è dunque nel nostro caso, la realtà dell'oggetto? E' indubbiamente quanto il turismo si aspetta di trovare e cercare durante la sua permanenza fra noi. E che cosa cerca e si aspetta il turista? Qui è questione di psicologia delle masse e di studio delle odierne tendenze del turismo. Senza però andare nel difficile, è segreto del Pulcinella che quando uno si muove da casa sua, per andare in un altro posto, sia per un giorno o per un mese, per spendere ci va anche con la ferma intenzione e convinzione di divertirsi. E anche quando ci va per fare una cura che non sia proprio specifica, la sua opzione cadrà sulla stazione climatica che, a parità di altre condizioni, gli offrirà più divertimento. Non basta cioè, alloggiarlo e pascerlo, bisogna attrarlo e circondarlo di divertimenti che, per il loro costo soprattutto, possono essere solo collettivamente organizzati.
Si può partire dalla nozione che le moderne correnti turistiche interessanti la nostra zona sono precipuamente di tre specie: Sciatori - Gente che vuol usufruire delle ferie estive e le vuol godere - Terzo, donne con bambini. L'azione propagandistica, pur prescindendo da tutti gli altri aspetti del problema, deve essere duplice: esterna e interna. Esterna mediante la pubblicità; interna mediante l'organizzazione di divertimenti che richiamino la gente e la loro attenzione, gare, scuole di sci, particolari attrezzature per i bambini, in modo da lasciar tranquille le mamme. I due lati del problema sono interdipendenti ed intimamente collegati, inquantochè il divertimento o la gara di attrazione serve da efficace spunto alla pubblicità, e la pubblicità a sua volta trova vitale alimento e si impone meglio quando si riferisce ad un cosiddetto numero di attualità.
Qualcosa si è fatto in tal senso. Mi ricordo, fra l'altro, una gara di scherma fra i nostri assi dell'arma in Valmalenco, la Coppa Morelli per lo Sci, la Staffetta internazionale dello Stelvio, l gara di salita allo Stelvio per le auto, qualche abbozzo di feste danzanti in Valmalenco, le scuole di sci alla Livrio. Molto più alto si può ancora fare; si è appena all'inizio. Tali occasioni vanno studiate e sfruttate meglio agli effetti del turismo.
Quel che più conta, ripeto, è la colleganza fra l'organizzazione dei numeri di attrazione e la pubblicità: la concorde unione e la percezione della possibilità di sfruttamento di tali mezzi: si deve cioè formare, nel ceto alberghiero soprattutto, la coscienza che tali mezzi possono essere armi efficaci per il raggiungimento dello scopo, e che convinti di ciò, tendano a dare organicità ed unità di indirizzo alle manifestazioni.
Criteri unitari e spirito concorde. Solo a tale condizione - e non con l'odierno sporadico, disorganico ed anarchico frammentarismo - potranno dopo un pò d'inevitabili sacrifici diventare forme redditizie di investimento e portare la nostra Valtellina ad essere un nome di moda per la villeggiatura estiva e lo sport delle nevi.
Ci saranno dei sacrifici da sostenere e ad alleviarli potranno essere sapientemente chiamati tutti gli enti della provincia, mentre nelle popolazioni si dovrà curare la predisposizione d'animo ad una fattiva buona volontà. Non si facciano illusione però i signori albergatori. L'impulso propulsore dovrà sempre partire da loro e la fecondità dei risultati sarà direttamente proporzionale alla loro concordia. Il Governo previdente, da parte sua, ha già creato ed offerto l'agile organo adatto all'uopo, disciplinatore ed unificatore degli sforzi che si manifesteranno ed al quale tutti dovranno convergere: è il Commissario del Turismo. (P. Giorgetta)

 

Davanti: Saluti da Gerola m. 1050 DIGA E PIZZO DI TRONA PIZZO TRONA E PIZZO TRE SIGNORI M. 2554 LAGO E PIZZO TRONA PANORAMA CON VEDUTA PIZZO DI TRONA M. 2508 PANORAMA CON VEDUTA DI CASTELLO

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Sondrio-Milano - data 17.8.1957

Editore: D.T.M.

Davanti: SALUTI DA ROGOLO Ville e Casolari all'ALPE ERDONA

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Delebio - data 19.7.1966

Editore: Fotoedizione E. Petrelli - Morbegno

Davanti: SALUTI DA DELEBIO Pizzo Legnone m. 2612 Via Stelvio

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Amb. Sondrio - data 26.7.1958

Editore: Foto Rigamonti

Davanti: SALUTI DA DELEBIO Pizzo Legnone m. 2612 Via Stelvio

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina non viaggiata

Editore: Foto Rigamonti

 

Un altro modo di interpretare il termine turismo ci viene da questo articolo del Corriere della Sera del 5 luglio 1932. Ho eliminato la prima parte, elogi dovuti a una frase detta da Mussolini sulla montagna, e l'ultima che tratta dell'associazione.

Breviario di chi va in montagna - turismo ed escursionismo - (..) - Ma gli isolati nella classica tenuta, muniti di piccozze e di corde, che vanno alla conquista di qualche più o meno eccelsa vetta alpina, o le comitive di sciatori e di gitanti con gli scarponi chiodati e il sacco sulle spalle che riempiono rumorosamente i treni pomeridiani del sabato e i primi della domenica, non appartengono tutti alla stessa categoria. Tra alpinismo, escursionismo e turismo, che pur sono della stessa specie, esiste, per quanto non del tutto netta, una distinzione che si è cercato di fissare. In linea di massima, si può dire che fino a 2000 metri la montagna è facile ed accessibile quasi a tutti; da 2000 a 3000 si sale alla media montagna e si cominciano ad esigere qualità alpinistiche; dopo i 3000 metri, ossia in alta montagna, l'impresa si fa più difficile e richiede speciale preparazione tecnica e disposizioni morali e fisiche. Così è turista colui che viaggia per diporto e, se lo fa con le proprie gambe, esclude quando può la fatica della montagna o la supera in automobile e magari in filovia. E sono turisti i componenti le allegre comitive che lasciano la città tumultuosa per la campagna, i laghi e le colline. Invece l'escursionista che si vale per lo più dei propri mezzi fisici, si cimenta anche sulle montagne purchè non superino i 2000 metri, ed è individuo oltremodo socievole, tanto che non sa compiere una gita se non in compagnia. L'alpinista infine, spesso più poeta che sportivo, che lotta per una conquista dell'uomo sulla natura magnifica e selvaggia, ha il suo regno oltre i 3000 metri, deve conoscere la tecnica della montagna, assoggettarsi a speciali norme fisiche e spirituali, e può essere "crodaiuolo" o "rocciatore", atleta solitario, acrobata o ... Tartarin. Lasciando da parte quest'ultima categoria, si possono considerare gli altri in blocco come gente attratta dalle due sole stagioni che si conoscono in montagna; quella delle nevi e dei geli favorevole all'alpinismo invernale piuttosto aristocratico e meno popolare, e la stagione estiva, quando i prati e i boschi sono in pieno fremito, l'aria è limpida e profumata di ciclamini e rododendri, la vastità dei panorami senza confine. E' in quest'ultima stagione che le gite e le escursioni sono più frequenti, ma si tratti di ascensioni vere e proprie, che hanno per base le capanne e i rifugi debbono sottostare a particolari regolamenti del Club Alpino o della Federazione dell'Escursionismo, o si tratti dei campeggi o più semplicemente delle escursioni e delle gite, vi è tutta una disciplina e per così dire un'igiene da osservare, suggerite dalla pratica, imposte dall'organizzazione, consigliate dal nuovo spirito che ormai ha invaso e nobilitato tutte le manifestazioni della vita italiana. (..)

 

Davanti: Saluti da PAGNONA

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Pagnona - data 14.9.60

Editore: Fotoediz. F.D.

Davanti: RIFUGIO FORNI Val Varrone

Retro: nessuna scritta

Spedizione: cartolina viaggiata - timbro Premana - data non leggibile

Editore: Foto Ediz. F.D.

Davanti: SALUTI DALLA VAL GEROLA RIFUGIO DELLA CORTE RIFUGIO ALPE STAVELLO RIFUGIO BAR BIANCO RIFUGIO TRONA SOLIVA RIFUGIO SALMURANO

Retro: I Rifugi della Val Gerola. all'interno delle Orobie Valtellinesi toccati dalla Gran Via delle Orobie. punto di arrivo per una gita dal fondovalle. luogo di partenza per un'ascesa alle cime. d'estate e d'inverno.

Spedizione: cartolina non viaggiata

Editore: Circolo Culturale Filatelico Numismatico Morbegnese